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Alla scoperta del cervello: Lucia Cantergiani e la passione per le neuroscienze

È durante una lezione universitaria che Lucia Cantergiani scopre il suo interesse per le neuroscienze. Da allora, quella curiosità è diventata un percorso di studio e ricerca. Studentessa del corso di laurea magistrale in Cellular and Molecular Biotechnology all'Università di Trento, Lucia svolge oggi il suo tirocinio in un laboratorio che sviluppa terapie a RNA per le malattie neurogenetiche. Guardando al futuro, vorrebbe contribuire ad ampliare le conoscenze scientifiche su patologie come il Parkinson. In questa intervista, ripercorriamo le scelte che l’hanno avvicinata al mondo delle neuroscienze e scopriamo che cosa rappresenta per lei la borsa di studio della Fondazione Dompé.

Perché hai scelto il corso di laurea magistrale in Cellular and Molecular Biotechnology?

Ho scelto questo percorso di laurea soprattutto perché offre l’indirizzo in Neurobiology. Lo studio del cervello e del sistema nervoso mi ha sempre affascinata e ho iniziato ad approfondirlo già durante la laurea triennale. In particolare, mi ha incuriosito lo studio della plasticità sinaptica e il modo in cui questo meccanismo permette la formazione dei ricordi e della memoria.

Ci racconti qualcosa del tuo tirocinio?
Sto svolgendo il tirocinio magistrale presso il Laboratorio di Biologia e Biotecnologia dell'RNA della professoressa Michela Alessandra Denti all'Università di Trento. Ho scelto questo laboratorio perché si occupa di studiare terapie a RNA per le malattie neurogenetiche, un ambito altamente innovativo nel quale credo sia fondamentale investire tempo e ricerca.

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Di cosa ti piacerebbe occuparti in futuro?

In futuro mi piacerebbe concentrare i miei studi sulla malattia di Parkinson, una patologia neurodegenerativa che ha un forte impatto sulla qualità di vita delle persone che ne sono colpite e per la quale non esistono ancora cure risolutive.

Qual è il consiglio più prezioso che hai ricevuto?

Uno dei consigli più preziosi che abbia mai ricevuto me l’ha dato mio nonno, che, quando mi aiutava a studiare fisica al liceo, mi ripeteva sempre una frase in dialetto veneto: “Prima de parlar tase”. È un insegnamento che mi ha accompagnata e mi è tornato utile in tutti questi anni di università.

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Che cosa significa per te aver ricevuto la borsa di studio della Fondazione Dompé?
Aver ricevuto la borsa di studio della Fondazione Dompé è per me un grande onore. Rappresenta un riconoscimento del lavoro che ho svolto per arrivare fino a qui ed è un segnale concreto di fiducia nel mio percorso e nel mio potenziale. Lo considero un importante traguardo, ma soprattutto uno stimolo a dare il meglio di me anche negli anni a venire.

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