Curiosità scientifica, confronto diretto con il mondo della ricerca e una formazione costruita passo dopo passo nel campo delle biotecnologie: il cammino di Elia Franceschi prende forma all’Università di Trento, dove – dopo aver conseguito la laurea triennale in Biomolecular Sciences and Technologies – ha da poco concluso la laurea magistrale in Cellular and Molecular Biotechnology. Una tappa importante di questo percorso è stata l’esperienza a Coimbra, in Portogallo: qui ha approfondito il tema della progressione tumorale e delle metastasi, trasformando il suo interesse per la ricerca clinica in un obiettivo sempre più concreto. In questa intervista racconta cosa ha significato confrontarsi con un contesto internazionale e come il sostegno della Fondazione Dompé gli abbia permesso di guardare con maggiore ambizione al proprio futuro professionale.
Ho scelto l’Università di Trento perché è un ateneo di medie dimensioni, un aspetto per me fondamentale. Questo mi ha permesso di avere un confronto più diretto e accessibile con docenti e ricercatori, vivendo l’università in modo più partecipativo e avvicinandomi fin da subito al mondo della ricerca.
Durante la laurea magistrale ho trascorso un anno in Portogallo, dove ho completato gli studi e svolto attività di ricerca per la tesi. Ho scelto Coimbra perché, oltre a ospitare una delle università più antiche e prestigiose del Paese, offriva un percorso molto affine a quello seguito a Trento. È stata una scelta particolarmente positiva, che mi ha permesso di lavorare sul tema che più mi interessava: la progressione tumorale e le metastasi.
Il mio sogno è quello di continuare a fare ricerca sul cancro. In particolare, mi interesserebbe entrare nel mondo della ricerca clinica, collaborando con medici e aziende farmaceutiche per contribuire allo sviluppo di nuovi farmaci e terapie antitumorali.
Aver ricevuto la borsa di studio della Fondazione Dompé ha significato molto per me: non solo mi ha permesso di vivere l’università con maggiore serenità economica, ma mi ha anche dato la possibilità di cogliere opportunità importanti, come viaggiare e svolgere attività di ricerca per la tesi all’estero. Mi sono sentito sostenuto lungo il mio percorso e parte di una realtà che investe nei giovani e nella loro crescita, un elemento che mi ha motivato a dare sempre il massimo.