Studentessa del Master in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche all'Università di Pavia e vincitrice di una borsa di studio della Fondazione Dompé nel 2021, Alessandra Macchi vede le biotecnologie come una componente cruciale del progresso e del futuro. Senza di esse, a suo avviso, nessuna delle principali sfide odierne, dalla crisi energetica al cambiamento climatico, potrebbe essere affrontata. Il vero limite che abbiamo oggi, secondo lei, è la nostra immaginazione. Leggete la nostra intervista per conoscere questa giovane di talento e il suo percorso, in cui hanno giocato un ruolo fondamentale due donne.
È stato leggendo E l’uomo creo l’uomo di Anna Meldolesi che ho deciso di intraprendere questo percorso di laurea. In 150 pagine, l’autrice tratta le potenzialità della tecnica di editing genomico CRISPR/Cas9. Grazie a questa biotecnologia rivoluzionaria, ciò che fino a pochi anni fa era pura fantascienza, oggi è alla portata dell’uomo. Questa lettura ha acceso in me il desiderio di partecipare attivamente al progresso scientifico e di usare un giorno le mie skill per contribuire al miglioramento della qualità della vita delle persone.
Per me le biotegnologie rappresentano il progresso e il futuro, non solo in campo medico, dove possono aiutare nella diagnosi precoce delle malattie, ma anche in molti altri settori. Nell’agricoltura e nell’industria energetica, ad esempio, le biotecnologie vengono utilizzate per sviluppare rispettivamente bio-fertilizzanti e bio-carburanti. Senza le biotecnologie, quindi, sarebbe impossibile affrontare le principali sfide di oggi, come la crisi energetica, il cambiamento climatico e l’aumento della domanda di cibo da parte di una popolazione mondiale che è previsto sfiori i 10 miliardi nel 2050. Con gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi, il vero limite è la nostra immaginazione.
Trovo che l'aspetto più bello sia la rilevanza degli argomenti studiati. Le biotecnologie avanzano rapidamente, quindi studiare esclusivamente sui libri non ci permetterebbe di stare al passo con le ultime tecniche. È per questo motivo che in classe ci viene proposta la lettura e lo studio di articoli scientifici che riguardano ricerche ancora in corso.
È entusiasmante poter fare un’esperienza in un centro di ricerca di tale prestigio. Qui, mi sto dedicando allo studio della correlazione intestino-cervello nei modelli di epilessia. Questo affascinante e promettente campo di ricerca mi offre la possibilità unica di contribuire a scoperte che potrebbero avere un impatto diretto sulla comprensione e sul trattamento di una malattia molto complessa.
Questa borsa di studio mi ha dato l'opportunità concreta di inseguire i miei sogni. Inoltre, è stata un'immensa fonte di motivazione e incoraggiamento.
Il mio obiettivo è quello di fare carriera nel settore delle biotecnologie farmaceutiche. Nello specifico, mi piacerebbe assumere un ruolo di leadership nei progetti di ricerca e collaborare con team multidisciplinari. Spero di lavorare un giorno in un ambiente stimolante, che valorizzi il lavoro di squadra, e di poter partecipare, in questo contesto, allo sviluppo di terapie innovative e strategie di successo.
La mia più grande fonte di ispirazione è mia madre, una donna straordinaria che ha cresciuto da sola sei figli. La sua incredibile forza e la sua resilienza di fronte alle difficoltà la rendono il più grande esempio io possa seguire.
L’Hiking. Mi da la possibilità di contemplare viste spettacolari, stare a contatto con la natura, e, soprattutto, conoscere meglio i miei limiti.
Una citazione di Nelson Mandela, ovvero «Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto».